Miglior Lapillo Vulcanico | Guida alla Scelta

Ormai nei garden center trovi i preparati più diversi che, per certi aspetti, sono anche abbastanza insoliti. Una volta c’erano solo sacchi di terriccio e flaconi di concime, insieme agli irroratori di sostanze insetticide e fungicide.

Oggi invece gli spazi dedicati ai sacchi di prodotti per il giardinaggio e l’agricoltura si sono riempiti con molti elementi di varia natura, come la sabbia, la ghiaia, la perlite, l’argilla espansa, la pomice e il lapillo vulcanico.

La prima tentazione, di fronte a tanta scelta, è quella di acquistare almeno un sacco di ciascuno dei prodotti. E in sé non è una idea cattiva, soprattutto se hai dove stoccarli.

Però, per usarli correttamente, devi anche conoscerli uno per uno e sapere come usarli. Nessun amante del verde, infatti, ormai compra a scatola chiusa. Anzi ci tiene ad essere informato in maniera dettagliata su ciascuno dei prodotti che sta acquistando.

E tra le cose che contano, di ogni prodotto, ci sono innanzitutto identità e storia. Poi serve conoscerne anche la composizione e la struttura. Infine è fondamentale sapere come agisce in giardino e come usarlo. Ovviamente anche le dosi e la distribuzione sono importanti, anche se si trovano ben dettagliate sulle confezioni.

Bene, tra tanti prodotti oggi ci occuperemo del lapillo vulcanico, iniziando dal capire cos’è e da dove viene.

Cosa sono i lapilli vulcanici?

Il lapillo, diminutivo del latino lapis=pietra, ha proprio l’aspetto esteriore di una piccola pietra, generalmente di colore rosso-marrone, e la consistenza di una roccia. Il suo peso, rispetto ad una pietra di dimensioni analoghe, è minore e la sua superficie è rugosa e porosa.

In effetti il lapillo è un prodotto di natura vulcanica, generato da una esplosione eruttiva. Tecnicamente lo si definisce un “minerale magmatico effusivo”, catalogato come “vulcanite vulsina del Pleistocene”.

Il lapillo lavico, quindi, è un minerale che è stato calcinato dalle alte temperature delle eruzioni magmatiche, e che, per sua natura, è ignifugo, isolante, poroso, idrovoro e presenta una enorme resistenza al calore.

Tutte caratteristiche che lo rendono un materiale prezioso sia nel vivaismo che in edilizia. Ma vediamo come nasce.

Le origini del lapillo vulcanico

Come la pomice anche il lapillo lavico nasce da un’eruzione vulcanica di tipo esplosivo. Quella, per capirsi, che spedisce violentemente per aria il materiale fuoriuscito dalla bocca eruttiva, e non quella incandescente che scivola a valle, in un paesaggio che per l’occasione sembra davvero l’anticamera dell’inferno.

Anche la lava magmatica, infatti, ha le sue caratteristiche e i suoi benefici effetti sulle coltivazioni, ma non è l’argomento di questo articolo. I lapilli, invece, nascono dalla improvvisa espansione dei gas vulcanici. Gas che successivamente si trasformano in lava acida.

È in questa lava che i lapilli vulcanici si solidificano, e lo fanno tanto velocemente da intrappolare parte dei gas al loro interno.

Composizione e struttura del lapillo vulcanico

È stato questo processo, infatti, che ha fatto sì che si formassero delle particelle di natura minerale, con una forma alveolare espansa più o meno evidente, tra cui la pomice e i lapilli vulcanici.

Si tratta di particelle minerali che in fase di solidificazione hanno rilasciato i gas e gonfiato la massa del magma, fino ad assumere la forma attuale. Però il magma che ha dato origine al lapillo era meno carico di silice di quello della pomice.

Per questa ragione si è raffreddato più lentamente e ha liberato un maggior quantitativo di gas, dando al lapillo una vacuità (parti vuote rispetto al volume complessivo) più elevata e una maggiore porosità di quelle che presenta la pomice.

La caratteristica principale del lapillo lavico, quindi, è la ricchezza di sali minerali, naturalmente a lento rilascio, e la capacità di assorbire e distribuire i liquidi non viscosi come l’acqua.

Come agisce in giardino e come usarlo?

Aggiungere del lapillo vulcanico al substrato del giardino porta molti benefici e, cosa altrettanto importante, il suo uso è totalmente permesso in agricoltura biologica. Innanzitutto la sua presenza nella terra garantisce un rilascio costante e continuo dei sali minerali contenuti al suo interno.

Questo non solo restituisce alla terra i minerali sottratti dalla coltivazione intensiva, ma mette a disposizione della pianta il nutrimento di cui ha bisogno. Per questa ragione il lapilloviene classificato tra i concimi inorganici di origine naturale più efficace e duraturo.

Ma possiede anche altri pregi, perché è totalmente privo di elementi tossici, quindi non inquina il terreno. Ed è anche sprovvisto di scorie organiche, come i semi e i resti di radice, per cui non causa la crescita di nessun tipo di erba infestante.

E poi c’è da mettere in conto anche il suo particolare peso specifico, che gli permette, come con l’argilla espansa, di essere usato per alleggerire e arieggiare la terra, renderla più porosa ed evitare i ristagni d’acqua. E c’è anche da considerare la sua capacità di trattenere e rilasciare lentamente l’acqua.

Questa proprietà ti permette di garantire alle radici della tua pianta una riserva di frescura anche nelle giornate più siccitose e soleggiate.

Infine questo materiale inerte, ricco di sali minerali, ha anche la caratteristica di proteggere le radici sia dalle vibrazioni sonore che dagli sbalzi termici. E per questa ragione viene spesso usato come strato protettivo della superficie della terra, spargendolo a mo’ di pacciamatura.

Lapilli vulcanici più venduti

immagine di copertina: edilportale.com/prodotti/bernardelli-group/granulato-da-giardino-in-roccia-vulcanica/lapillo-vulcanico_523400.html

Ultimo aggiornamento 2022-10-02 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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